AZIENDA SOCIO SANITARIA TERRITORIALE
OVEST MILANESE

Medicina Nucleare

DIRETTORE
MAFFIOLI LORENZO STEFANO




Chi Siamo

La U.O. di Medicina Nucleare dell’Azienda Ospedaliera di Legnano nasce negli anni Settanta con l’obiettivo di adeguare la struttura ospedaliera ad esigenze di modernizzazione e disponibilità di metodologie diagnostiche non altrimenti vicariabili. L’evoluzione tecnologica e l’introduzione di metodologie diagnostiche moderne è stata relativamente lenta ma costante.

La Medicina Nucleare è caratterizzata da un insieme di prestazioni tese ad esplorare soprattutto gli aspetti funzionali di organi ed apparati interessati dalle diverse patologie. Si tratta di una disciplina la cui specificità risiede nella preparazione e nell’impiego di radiofarmaci per attività sia di tipo diagnostico che terapeutico.

Seguendo l’evoluzione tecnologica e normativa la U.O. di Medicina Nucleare si è dotato degli strumenti culturali, organizzativi e tecnologici necessari a garantire livelli di sicurezza radioprotezionistica elevati a tutela dei lavoratori e dei pazienti.

La U.O. di Medicina Nucleare si avvale, per lo svolgimento della propria missione, di diverse figure professionali che operano in modo integrato avendo come obiettivo comune e come valore condiviso quello di fornire prestazioni, siano esse di diagnostica o di terapia, con elevati standard di qualità. Strumento indispensabile a garanzia della qualità delle prestazioni è l’adozione di un Sistema di Assicurazione della Qualità.

Dove Siamo

L'U.O. di Medicina Nucleare è situata presso lo stabilimento di Legnano (Nuovo Ospedale) al livello 1 nel settore C (ala nord).

L'U.O. di Medicina Nucleare rappresenta l'unico Servizio di Medicina Nucleare presente in Azienda.

Le branche principali di attività sono:

1) Diagnostica tradizionale (scintigrafie, SPECT, SPECT-CT)

2) PET-CT

3) Terapia radiometabolica

4) Ambulatorio integrato di patologia tiroidea-endocrinologia.

Le attività 1, 2, 3 sono svolte nell’U.O. di Medicina Nucleare che si raggiunge seguendo prima le indicazione per l’ala C e poi seguendo le indicazioni “Medicina Nucleare” fino a giungere nell’atrio dove sono situati gli sportelli dell’U.O. di Radiologia. Sulla destra è presente l’ingresso per la Medicina Nucleare:

Le nostre attività

Quali prestazioni vengono erogate in Medicina Nucleare?

Le prestazioni previste sono erogate nei settori che seguono:

  • Diagnostica tradizionale (scintigrafie, SPECT, SPECT-CT)
  • PET-CT
  • Terapia radiometabolica ambulatoriale
  • Ambulatorio di patologia tiroidea-endocrinologia presso gli Ambulatori Chirurgici 1° piano area B

Cosa sono questi esami?

La scintigrafia e la PET sono esami che permettono di controllare la funzione di vari organi del corpo (ossa, cuore, tiroide, reni, cervello).

Utilizzano radiazioni prodotte da speciali farmaci che, in piccolissime quantità, vengono iniettati nel corpo e raggiungono l’organo da studiare.

Come si eseguono?

Una speciale apparecchiatura posta vicino al paziente, fotografa le radiazioni emesse dall’organo in esame.

Gli esami non sono tutti uguali: a seconda dell’organo da studiare cambiano i farmaci, la durata e i tempi dell’esame. Alcuni durano pochi minuti, altri richiedono controlli anche nei giorni successivi.

Gli esami sono dolorosi?

No. Durante l’esame il paziente non avvertirà nulla, nessun fastidio e nessun dolore (a parte quello dell’iniezione endovenosa).

Come si accede alle prestazioni?

L'accesso alle prestazioni di Medicina Nucleare è possibile con due modalità:

  • a carico del Servizio Sanitario Regionale (SSR)
  • in Libera Professione
  • la procedura di consenso garantisce informazioni dettagliate su tecniche, natura e scopo della prestazione proposta;
  • deve essere compilato e firmato congiuntamente dal medico e dal paziente. Può essere firmato anche da un tutore legale in caso di impossibilità del paziente a garanzia della piena comprensione di quanto comunicato;

Bisogna prenotare prima di accedere alla Medicina Nucleare?

E’ necessario prenotare come di seguito:

PRENOTAZIONE

Per prenotare gli esami di Medicina Nucleare e le visite per la patologia tiroidea è attiva la Segreteria con il seguente orario:

lunedì - venerdì: 09.00 – 12.00 e 13.00 – 15.00

In generale è possibile effettuare le prenotazioni (con impegnativa del Medico Curante correttamente e completamente compilata):

  • Recandosi di persona allo sportello dell’U.O. di Medicina Nucleare
  • Telefonando al nr. 0331-449311

Prestazioni prenotabili solo allo sportello (portando la documentazione clinica, oltre all’impegnativa):

  • SPECT miocardica
  • PET-CT
  • Octreoscan.
  • Scintigrafia della paratiroidi

Per gli esami PET-CT e per la scintigrafia delle paratiroidi è necessario far compilare da parte del medico richiedente la scheda di prenotazione. Download moduli

I trattamenti radiometabolici vengono eseguiti solo dopo visita medico nucleare (visita pre-terapia, come previsto dalla normativa vigente).

Quali documenti servono per prenotare?

Quando si prenota sia allo sportello sia al telefono è necessario avere, oltre alla carta regionale dei servizi, l’impegnativa con il quesito diagnostico.

Esistono dei tempi di attesa differenziati ?

Gli accessi alle prestazioni avvengono con tempi di attesa diversificati secondo la fascia prioritaria specificata sull’impegnativa dal medico prescrittore:

  • fascia U (Urgente – entro 72 ore lavorative) ,
  • fascia P (Programmabili, controlli).

fascia B (Breve – entro 10 giorni),

fascia D (Differibile – entro 30 gg [visite] – entro 60 gg [altre prestazioni])

Come posso annullare o modificare un appuntamento?

Qualora intenda rinunciare all’appuntamento fissato ne dia tempestiva comunicazione telefonando al n. 0331449311, oppure si rechi allo sportello ove ha effettuato la prenotazione.

Disdire con sollecitudine una prenotazione che non sarà utilizzata è un gesto d’attenzione verso un’altra persona che potrà così usufruire della prestazione di cui necessita.

Cosa devo fare i giorni precedenti l’esecuzione dell’esame?

Per alcuni esami è necessario eseguire la preparazione seguendo le indicazioni ricevute al momento della prenotazione.

Cosa è necessario fare prima di accedere alle prestazioni?

Il paziente il giorno di esecuzione dell’esame si reca direttamente allo sportello della Medicina Nucleare. All’ingresso dell’U.O. è presente un distributore di numeri progressivi. Il paziente prende il primo numero disponibile e attende la chiamata per l’accettazione. Al momento dell’accettazione verranno fornite informazioni per l’eventuale pagamento del ticket. Il pagamento può essere effettuato anche con il Bancomat.

Cosa devo portare?

Oltre all’impegnativa è necessario essere muniti della carta regionale dei servizi, del foglio di prenotazione rilasciato all’atto della prenotazione effettuata allo sportello, oppure dei riferimenti ricevuti nel corso della prenotazione telefonica.

E’ importante portare con sé tutta la documentazione clinica.

Cos’ è il consenso informato ?

Tutti gli utenti devono essere coinvolti nelle decisioni mediche che li riguardano ed essere parte attiva del loro percorso di cura. Tutti gli esami richiedono la compilazione di un modulo prima dell’esecuzione dell’esame stesso. Tale modulo è il cosiddetto consenso informato e viene consegnato al momento della somministrazione del radiofarmaco ed ha scopi ben precisi:

Nel caso in cui la persona che deve sottoporsi ad esame fosse un minore, tale consenso dovrà essere firmato da uno dei genitori.

Cosa devo fare dopo l’accettazione amministrativa?

Dopo aver effettuato l’accettazione il paziente sarà invitato ad accomodarsi nella sala d’attesa esterna alla Medicina Nucleare; verrà successivamente chiamato con il numero progressivo di accettazione per l’accesso al reparto. Per motivi radioprotezionistici l’accesso al Reparto è consentito al solo paziente.

Le vogliamo ricordare che i tempi di attesa rispetto all’orario dell’appuntamento potrebbero subire dei lievi ritardi a seguito del protrarsi di appuntamenti precedenti o di urgenze che in Ospedale ad alta complessità si possono verificare.

Cosa succede quando accedo al reparto di Medicina Nucleare ?

Entrato nel reparto, al paziente verrà somministrato il radiofarmaco e successivamente verrà fatto accomodare nella sala d’attesa interna. I tempi di attesa dipenderanno dalla tipologia di esame che dovrà effettuare.

Cosa succede al termine dell’esame diagnostico?

Al termine dell’indagine diagnostica, all’utente verrà consegnato uno stampato per il ritiro del referto ove è indicata la data e gli orari del ritiro.

Nel caso in cui il paziente sia impossibilitato a ritirare direttamente il referto, può delegare altra persona, utilizzando parte dello stampato, che esibirà al momento del ritiro con un suo documento di riconoscimento.

Il personale congeda il paziente ricordandogli le precauzioni di radioprotezione da seguire.

I pazienti lasciano l’U.O. di Medicina Nucleare seguendo un percorso diverso da quello di ingresso.

I parenti vengono invitati ad attendere nel corridoio vicino al bar.

Dove e quando ritiro il referto e il materiale iconografico?

I referti e la documentazione iconografica delle prestazioni eseguite si ritirano al banco Ritiro Esami in prossimità dell’ingresso principale al 1° piano dal lunedì al sabato dalle 8 alle 18.30.

E se mi serve una carrozzina?

Il paziente che necessita di carrozzina deve farne richiesta direttamente presso la guardiola d’ingresso esterno all’Ospedale ove si trovano le sbarre, il punto portineria posto all’ingresso dell’ A. Ospedaliera, la carrozzina verrà consegnata dall’operatore addetto presso l’ingresso principale lasciando un documento di riconoscimento all’operatore presente.

ACCETTAZIONE

Cosa

Dove

Quando

  • scintigrafie,
  • SPECT,
  • trattamenti radiometabolici
  • PET
  • Visite specialistiche

Bancone accettazione di medicina nucleare (area C)*

Dal lunedì al venerdì

08.00-12-00

13.00-16.30

Bancone accettazione di medicina nucleare (area C)*

Dal lunedì al venerdì

07.30-12-00

Pazienti esenti: Bancone accettazione nei poliambulatori chirurgici (area B)

Pazienti senza esenzione:

  • CUP (per pagamento ticket)
  • Bancone accettazione nei poliambulatori chirurgici (area B)

Dal lunedì al venerdì

08.00-12-00

13.00-16.30

* prendere numero progressivo all’ingresso. I pazienti verranno chiamati con il numero progressivo al fine di adempiere alla normativa sulla privacy.

L'equipe medica

L'organico dell'U.O. è composto da:

Nominativo

Ruolo

Indirizzo e-mail

Dott. Lorenzo Stefano Maffioli

Direttore

lorenzo.maffioli@asst-ovestmi.it

Dott. Marco Carletto

Dirigente Medico

marco.carletto@asst-ovestmi.it

Dott. Luca Dellavedova

Dirigente Medico

luca.dellavedova@asst-ovestmi.it

Dott. Alberto Vignati

Dirigente Medico

alberto.vignati@asst-ovestmi.it

Sig.ra Giulia Gianduia

CTSRM

giulia.gianduia@asst-ovestmi.it

Sig.ra Viviana Buracchi

TSRM

viviana.buracchi@asst-ovestmi.it

Sig.ra Elena Destrieri

TSRM

elena.destrieri@asst-ovestmi.it

Sig. Francesco Leoni

TSRM

francesco.leoni@asst-ovestmi.it

Sig.ra Dominga Marzano

TSRM

dominga.marzano@asst-ovestmi.it

Sig.ra Mirella Mazza

TSRM

mirella.mazza@asst-ovestmi.it

Sig.ra Giorgia Regolo

TSRM

giorgia.regolo@asst-ovestmi.it

Sig.ra Giorgia Givoli

TRSM

giorgia.givoli@asst-ovestmi.it

Sig.ra Maria Grazia Cagnetta

Infermiera

maria.cagnetta@asst-ovestmi.it

Sig.ra Luciana Lorusso

Infermiera

luciana.lorusso@asst-ovestmi.it

Sig.ra Anna Colombo

Coadiutore amministrativo esp.

anna.colombo@asst-ovestmi.it

Sig.ra Daniela Milan

Coadiutore amministrativo

daniela.milan@asst-ovestmi.it

Sig. Pasquale Brancaccio

Personale di supporto

pasquale.brancaccio@asst-ovestmi.it

Sig.ra Natalina Mannia

Personale di supporto

natalina.mannia@asst-ovestmi.it

Uno specialista medico nucleare dell’U.O. è a disposizione dei pazienti per fornire spiegazioni relative alle indagini svolte nell’U.O. il lunedì dalle 11.30 alle 12.00.

Telefonicamente non vengono fornite informazioni sugli esami eseguiti.

La Medicina Nucleare diagnostica tradizionale

COS’E’ UNA SCINTIGRAFIA ?

La scintigrafia è un esame che permette di controllare la funzione di vari organi del corpo (ossa, cuore, tiroide, reni, cervello, ...)

Utilizza radiazioni simili ai raggi X (usati in radiologia) ma prodotte da speciali farmaci che, in piccolissime quantità, vengono iniettati nel corpo e raggiungono l’organo che da studiare.

COME SI ESEGUE ?

Una speciale apparecchiatura (gamma-camera) posta vicino al paziente, fotografa le radiazioni emesse dall’organo in esame.

Le scintigrafie non sono tutte uguali: a seconda dell’organo da studiare cambiano i farmaci, la durata e i tempi dell’esame. Alcune scintigrafie durano pochi minuti; altre anche diversi giorni !

LA SCINTIGRAFIA E’ DOLOROSA ?

Durante l’esame il paziente non avvertirà nulla, nessun fastidio e nessun dolore (a parte quello dell’iniezione endovenosa !).

Al paziente è richiesta solo una cosa molto semplice ma essenziale:

rimanere fermo durante la registrazione delle immagini.

LA SCINTIGRAFIA E’ PERICOLOSA ?

Gli esami di medicina nucleare non presentano pericoli rilevanti.

Infatti non sono descritte importanti reazioni allergiche ai farmaci usati.

Inoltre la quantità di radiazioni in gioco è molto bassa, di solito inferiore agli analoghi esami radiologici. Questo permette di eseguire le scintigrafie persino ai neonati !

Devono evitare le scintigrafie le donne in gravidanza o in dubbio di gravidanza (in ritardo mestruale); le donne che allattano possono sottoporsi ad alcuni tipi di scintigrafia, ma in alcuni casi dovranno interrompere per qualche giorno l’allattamento. È inoltre opportuno che l’esame venga eseguito solo se effettivamente necessario, cioè solo se può fornire informazioni utili per la diagnosi e la terapia e che quindi rechino un effettivo beneficio per il paziente. Il Medico Nucleare valuterà in ogni caso l’effettiva utilità della scintigrafia richiesta e indicherà eventuali alternative.


LA PREPARAZIONE DEL PAZIENTE E IL TEMPO NECESSARIO PER COMPLETARE L’INDAGINE

  • Scintigrafia ossea total-body (metabolismo osseo) e scintigrafia ossea polifasica o trifasica (metabolismo e perfusione osteoarticolare: patologia ossea non neoplastica): non sono necessari né il digiuno né la sospensione di eventuali terapie. Utile, se possibile, idratazione del paziente (per os). Tempo di impegno paziente: 4 ore
  • Scintigrafia con Leukoscan (anticorpi anti-granulociti: ricerca di infezioni ossee): non è necessario il digiuno. La terapia con antibiotici e cortisonici pùò ridurre l’accuratezza dell’esame. Spesso l’esame è associato a scintigrafia ossea polifasica. Non adatto per ricerca di infezioni extra-ossee. Tempo di impegno paziente: 4 ore
  • Scintigrafia renale sequenziale con DTPA o con MAG3: Esame quantitativamente non accurato se eseguito a meno di 3 giorni dalla somministrazione di mezzo di contrasto iodato per uso radiologico. Tempo di impegno paziente: 1-2 ore
    • Esame standard (funzione renale separata, filtrato glomerulare, eventuale test al Lasix): idratazione del paziente prima dell’ esame (500 ml di acqua da assumere prima di recarsi in Medicina Nucleare); non necessario digiuno né la sospensione di eventuali terapie;
    • Test al captopril ed esame basale di confronto (ipertensione nefrovascolare): è preferibile il digiuno solido da 12 ore; salvo controindicazioni cliniche i pz devono sospendere la terapia con ACE inibitori (48 ore prima) e con diuretici (5 giorni prima); idratazione del paziente prima dell’ esame (vedi precedente).
    • Pazienti pediatrici: eventuale associazione con cistoscintigrafia minzionale indiretta
  • Cistoscintigrafia minzionale diretta (reflussi vescico-ureterali): posizionamento di un catetere vescicale. Non sono necessari né il digiuno né la sospensione di terapia. Eventuale prescrizione / modifica di terapia antibiotica nei 3 giorni successivi. Tempo di impegno paziente: 1 ora.
  • Spect renale con DMSA (morfologia renale, ricerca di scar pielonefritici): idratazione del paziente prima dell’ esame; non sono necessari né digiuno né sospensione di eventuali terapie. Tempo di impegno paziente: 3 ore
  • Angiocardioscintigrafia all’ equilibrio (funzione ventricolare globale e regionale sn e dx) e di primo passaggio (shunt sn-dx): non sono necessari né il digiuno né la sospensione di eventuali terapie. Tempo di impegno paziente: 2 ore
  • Spect miocardica con traccianti tecneziati (perfusione, ischemia): esame in 2 giorni; digiuno solido da almeno 3 ore; divieto di assunzione di tè, caffè e coca-cola dalla sera precedente l’ esame; su parere del cardiologo sospensione della terapia (beta-bloccanti e Ca-antagonisti da 3 gg, nitrati da 24 ore). Tempo di impegno paziente: massimo 4 ore per giorno
  • Scintigrafia polmonare di perfusione (embolia polmonare; quantificazione funzionale): non sono necessari né il digiuno né la sospensione di eventuali terapie. E’ richiesta una radiografia del torace eseguita nelle 24 ore precedenti. Tempo di impegno paziente: 15 minuti
  • Scintigrafia delle ghiandole salivari (funzione ed escrezione): digiuno da almeno 1 ora. Tempo di impegno paziente: 1 ora.
  • Studio dei transiti e dei reflussi esofago-gastro-enterici (incluso milk-scan pediatrico): digiuno solido da 12 ore e liquido da 2 ore. Tempo di impegno paziente: 2 ore.
  • Ricerca di sanguinamenti gastro-intestinali (esame in 2 giorni): preferibile il digiuno solido da 12 ore. Tempo di impegno paziente: 1° giorno= 5-7 ore, 2° giorno =30 minuti
  • Ricerca di mucosa gastrica ectopica (diverticolo di Meckel): digiuno solido da 12 ore e liquido da 2 ore; sospensione di farmaci H2 antagonisti o simili (ranitidina, cimetidina, omeprazolo) da 24 ore. Tempo di impegno paziente: 2-3 ore.
  • Scintigrafia tiroidea con captazione (con tecnezio): non è necessario il digiuno. Riducono la captazione tiroidea i mezzi di contrasto iodati ad uso radiologico, perclorato, tiocianato, soluzione di Lugol, T4 (levotiroxina), T3, amiodarone, dentifrici iodati, ioduri e bromuri, mucolitici. La terapia con Metimazolo non interferisce con la scintigrafia con tecnezio. Tempo di impegno paziente: 1 ora
  • Captazione tiroidea con 131I pre terapia radiometabolica: (esame in 3 giorni) il 1° giorno è necessario il digiuno solido da 6 ore. Riducono la captazione tiroidea i mezzi di contrasto iodati ad uso radiologico, perclorato, tiocianato, soluzione di Lugol, T4 (levo-tiroxina), T3, amiodarone, dentifrici iodati, ioduri e bromuri, mucolitici. La terapia con metimazolo deve essere sospesa da 10-20 giorni. Tempo di impegno per il paziente: 1° giorno =4 ore, 2° e 5° giorno= 30 minuti.
  • Scintigrafia delle paratiroidi (con sottrazione di immagini: sestamibi o tetrofosmina-pertecnetato): non è necessario il digiuno. Riducono la captazione tiroidea i mezzi di contrasto iodati ad uso radiologico, perclorato, tiocianato, soluzione di Lugol, T4 (levotiroxina), T3, amiodarone, dentifrici iodati, ioduri e bromuri, mucolitici. La terapia con Metimazolo non interferisce. Tempo di impegno paziente: 2 ore.
  • Scintigrafia corticosurrenale (iodocolesterolo) e medullosurrenale (mIBG): preparazione del paziente con soluzione di ioduro di potassio 13% da 4 giorni prima dell’ esame e per tutta la durata dell’ indagine. Digiuno il giorno dell’iniezione. Tempo di impegno paziente: 1° giorno= 7 ore (con intervallo libero); 2°¸ 5° giorno=1 ora cad.
  • Scintigrafia total body con I131 nel follow up dei tumori tiroidei: (esame in 2 giorni) digiuno solido da almeno 6 ore. Sospensione della eventuale terapia sostitutiva con levotiroxina 40 giorni prima, sostituita con Ti Tre ( 1 cp/die ) per 20 giorni; sospendere ogni terapia per i restanti 20 giorni. Evitare l’ assunzione di farmaci o sostanze iodate e l’ esecuzione di esami radiografici con mezzi di contrasto iodato per almeno 1 mese prima. Tempo di impegno paziente: 1° giorno= 1 orai, 3° giorno= 2 ore.
  • Scintigrafia total body con I131 e TSH ricombinante nel follow up dei tumori tiroidei: (esame in 4 giorni) non è necessario sospendere la terapia sostitutiva con levotiroxina. Evitare l’ assunzione di farmaci o sostanze iodate e l’ esecuzione di esami radiografici con mezzi di contrasto iodato per almeno 1 mese prima. Tempo di impegno paziente: 1° giorno (lunedi: 20 min) prelievo+iniezione im rTSH, 2° giorno (martedi: 20 min): iniezione im di rTSH; 3° giorno (mercoledi: 20 min): prelievo+somministrazione radio-iodio; 4° giorno (venerdi: 2 ore): prelievo+scintigrafia
  • Scintigrafia con Octreotide marcato (recettori somatostatina): esame in 2 giorni; nessuna preparazione. Tempo di impegno paziente: 1°giorno = 4 ore, 2° giorno= 1 ora
  • Linfoscintigrafia degli arti inferiori o superiori (linfedemi) e linfoscintigrafia per ricerca di linfonodo sentinella (ca mammario o melanoma): non sono necessari né il digiuno né la sospensione di eventuali terapie. Tempo di impegno paziente: 7 ore (arti) o 30 minuti (linfonodo sentinella)
  • Dacrioscintigrafia (epifora, vie lacrimali) e Studi di pervietà (derivazioni liquorali, ecc.): non sono necessari né il digiuno né la sospensione di eventuali terapie. Tempo di impegno paziente: 1 ora
  • Scintigrafia con globuli bianchi marcati (ricerca infezioni): è necessario il digiuno solido da 12 ore. La terapia con antibiotici e cortisonici pùò ridurre l’accuratezza dell’esame. Spesso l’esame è associato ad altro esame (es.: scintigrafia ossea polifasica nel sospetto di osteomielite).
  • SPECT cerebrale con Datscan (vie dopaminergiche): non sono necessari né il digiuno né la sospensione di eventuali terapie (salvo diversa indicazione del Neurologo). Tempo di impegno paziente: 4-5 ore.
  • SPECT cerebrale con Sestamibi (oncologico): non sono necessari né il digiuno né la sospensione di eventuali terapie. Tempo di impegno paziente: 1-2 ore.

PAZIENTI PEDIATRICI

Non è di solito necessaria la sedazione. Nella prima infanzia è preferibile fare in modo che la scintigrafia coincida con la immediata fase postprandiale. Pertanto il bambino verrà alimentato/ allattato in Medicina Nucleare. In tutti i casi e per ogni età è preferibile la presenza di un genitore (uno solo) che avrà l’accortezza di portare con sé qualche alimento gradito al bambino (biberon di camomilla, biscottini, ecc.) e qualche gioco (sonagli, bambolina, macchinina, ecc.).

INTERFERENZE CON ESAMI RADIOLOGICI

Nessuno degli esami radioisotopici qui elencato può interferire con esami radiologici tradizionali, TAC, RNM o ecografia. Al contrario, il mezzo di contrasto utilizzato in alcuni esami radiologici o TAC impedisce la visualizzazione scintigrafica della tiroide (per 1-2 mesi) e riduce la stima del filtrato glomerulare ottenibile con scintigrafia renale sequenziale (per 4-7 giorni).

INTERFERENZE TRA ESAMI SCINTIGRAFICI

Qualora un paziente debba eseguire a distanza di pochi giorni due diverse scintigrafie, è opportuno concordare telefonicamente con il medico nucleare l’ordine di esecuzione delle stesse.

Il Centro PET

COS’E’ UNA PET ?

L’indagine PET-CT è uno strumento diagnostico ad elevato contenuto tecnologico. La metodica trova applicazione nello studio di varie patologie (neoplasie, patologie neuro-degenerative, cardiologiche). Questo esame permette lo studio di processi fisiopatologici attraverso l’identificazione delle alterazioni funzionali delle proteine, recettori o enzimi. Alcune molecole coinvolte nelle varie vie metaboliche vengono coniugate con atomi radioattivi, emittenti positroni per poter “tracciare” la biodistribuzione in vivo di queste molecole e visualizzare i processi patologici tramite il tomografo PET (Tomografia ad Emissione di Positroni).

L’apparecchiatura utilizzata nell’indagine PET-CT é costituita da due sub-unità: un tomografo PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) ed un tomografo CT (Tomografia Computerizzata).

La PET consente l'individuazione di alterazioni metabolico-funzionali, caratteristiche dei tumori.

La CT fornisce una accurata visualizzazione delle strutture anatomiche e consente di individuare alterazioni morfologiche causate dalla patologia che si vuole indagare.

La combinazione di queste due metodiche permette una valutazione sia morfologica che metabolica delle lesioni tumorali e quindi una più accurata analisi diagnostica.

Le apparecchiature per la PET-CT possono utilizzare numerosi radiofarmaci per lo studio di diverse vie metaboliche; il radiofarmaco più usato è il 18-Fluoro desossi-glucosio (18F-FDG) che permette di studiare il metabolismo del glucosio, tipicamente aumentato nelle patologie delle quali si accennava sopra.

Prenotazione dell’esame PET-CT

La prenotazione dell’esame può essere effettuata da una Struttura Ospedaliera, da un Medico di Medicina Generale, da un Medico Specialista o direttamente dal Paziente, purché in possesso della Scheda di Prenotazione (che può essere ritirata presso lo sportello della Segreteria dell’U.O. di Medicina Nucleare).

La richiesta di prenotazione dell’esame si effettua presentando la Scheda di Prenotazione, completata in ogni sua parte dal Medico Curante e l’impegnativa del SSN

A seguito della prenotazione il paziente, il medico o la struttura richiedente riceverà indicazioni per lo svolgimento dell’esame.

Informazioni preliminari

  • Il giorno dell’esame il paziente deve portare tutta la documentazione sanitaria (copia di cartella clinica, certificati medici, lastre, ecc.) in suo possesso.
  • Per l’esecuzione dell’esame è necessario il digiuno completo (da almeno 7 ore): è consentito solo bere acqua. Mangiare prima della procedura o prima del termine dell’esame comporta l’assorbimento di una certa quantità di glucosio, che interferisce con il tracciante iniettato rendendo l’esame di scarsa qualità ed a volte non interpretabile da parte del medico.
  • Non è necessaria la sospensione di alcuna terapia in atto. I farmaci devono essere assunti solo con acqua. Si prega comunque di portare con sé la lista dei farmaci prescritti e assunti.
  • I pazienti diabetici devono contattare l’U.O. di Medicina Nucleare per sospendere l’insulina o la terapia ipoglicemizzante orale (0331-449311 dalle 13:00 alle 15:00 da lunedì al venerdì).
  • L’invio del radiofarmaco dalla ditta produttrice avviene tramite corriere autorizzato, con arrivo al nostro centro alle ore 8. Gli orari di appuntamento sono programmati di conseguenza. Inconvenienti imprevedibili, che determinano ritardi del corriere o blocchi di produzione si potrebbero ripercuotere ovviamente sull’orario di inizio ed eventualmente sulla possibilità di esecuzione dell’esame.

La procedura dell’esame PET-CT con 18F-FDG (caso più frequente)

  • Una piccola quantità di glucosio (zucchero) radioattivo 18F-FDG viene iniettata per via endovenosa. TALE INIEZIONE NON PROVOCA ALCUN EFFETTO COLLATERALE O REAZIONE ALLERGICA.
  • Dopo l’iniezione è necessario attendere circa 60 minuti perché il tracciante si distribuisca nei tessuti. Durante l’attesa è necessario rimanere sulla poltrona, senza muoversi e in silenzio: qualsiasi contrazione muscolare, infatti, causa l’accumulo del tracciante nel muscolo. Ciò interferisce nella corretta interpretazione dell’esame da parte del medico.
  • Successivamente Le verrà chiesto di sdraiarsi in sala diagnostica su un lettino che passerà prima lentamente all’interno della macchina CT e poi ancora più lentamente all’interno della macchina PET (i due tomografi sono fisicamente disgiunti).
  • L’esame PET-CT inteso come acquisizione delle immagini ha una durata compresa tra 15’ e 25’, a seconda del tipo di patologia.
  • Durante tutta la procedura dell’indagine Lei verrà assistito dal personale tecnico e infermieristico.
  • Una volta terminata la scansione Le verrà chiesto di attendere ancora circa 15’ in sala d’attesa: i medici verificheranno che non vi siano stati problemi di ordine tecnico durante l’acquisizione delle immagini.

Solo in seguito potrà lasciare la diagnostica PET-CT.

1

Accettazione

2

Anamnesi e visita

3

Iniezione

4

Attesa

5

Acquisizione immagini

6

Ricostruzione esame

5-10 min.

10-15 min.

2-3 min.

60 min.

15-30 min.

30-40 min.

  • Complessivamente l’intera procedura ha una durata media compresa tra 3 e 4 ore, in base al quesito clinico.

Dopo l’esame PET-CT

  • Terminata l’acquisizione delle immagini è possibile interrompere il digiuno e svolgere le normali attività quotidiane. Si raccomanda di evitare il contatto con donne in gravidanza e bambini piccoli.
  • I pazienti esterni possono ritirare i referti nella sede centrale di ritiro referti (Portineria vecchia) dalle ore 8:00 alle ore 17:30.
  • Per questioni deontologiche e di privacy non verranno fornite indicazioni sul risultato dell’indagine PET-CT per telefono, per fax o per E-mail.

Dopo 8 ore circa dall’iniezione l’effetto radioattivo del tracciante non è più presente.

LA PREPARAZIONE DEL PAZIENTE E IL TEMPO NECESSARIO PER COMPLETARE L’INDAGINE

PET-CT total-body con 18F-FDG : è necessario il digiuno completo (da almeno 7 ore): è consentito solo bere acqua. Non è necessaria la sospensione di alcuna terapia in atto, solo i pazienti diabetici devono contattare l’U.O. di Medicina Nucleare per sospendere l’insulina o la terapia ipoglicemizzante orale. Tempo di impegno paziente: circa 4 ore.

PET-CT cerebrale con 18F-FDG : è preferibile il digiuno solido da 4 ore; è consentito bere acqua. Non è necessaria la sospensione di alcuna terapia in atto. Tempo di impegno paziente: circa 3 ore.

PET-CT con 18F-Colina (total-body o cerebrale): è necessario il digiuno completo (da almeno 4 ore), è consentito solo bere acqua. Non è necessaria la sospensione di alcuna terapia in atto. Tempo di impegno paziente: circa 4 ore.

PET-CT con 18F-DOPA (total-body o cerebrale): è necessario il digiuno completo (da almeno 4 ore), è consentito solo bere acqua. Per gli studi neurologici è necessaria la sospensione dei farmaci anti parkinsoniani 12 ore prima dell’esame. Tempo di impegno paziente: da 2 a 4 ore

PET-CT miocardica con 18F-FDG per ricerca di vitalità: esame in 2 giorni, associato a SPECT miocardica a riposo. In ciascun giorno è necessario il digiuno solido (da almeno 7 ore): è consentito solo bere acqua. Non è necessaria la sospensione di alcuna terapia in atto; solo i pazienti diabetici devono contattare l’U.O. di Medicina Nucleare per sospendere l’insulina o la terapia ipoglicemizzante orale. Tempo di impegno paziente: circa 2+6 ore (2 giorni).

Terapia con radionuclidi

Presso l’U.O. di Medicina Nucleare si effettuano trattamenti con radioisotopi per varie patologie. I trattamenti vengono eseguiti, in genere dopo valutazione di un team multidisciplinare, e sempre, dopo una visita specialistica di medicina nucleare, così come previsto dalla normativa vigente (visita pre-trattamento).

I principali tipi di trattamento che vengono effettuati sono:

  1. Terapia radiometabolica per ipertiroidismo
  2. Terapia con radiofarmaci alfa-emittenti (Radio-223, Xofigo)
  3. Radioembolizzazione epatica con ittrio-90 (Therasphere)
  4. Terapia palliativa delle metastasi scheletriche (Samario-153 EDTMP)
  5. Terapia dei Linfomi Non-Hodgkin Follicolari con anticorpi radiomarcati (Ibritumomab - Y-90, Zevalin).


Terapia radiometabolica per ipertiroidismo

Il radioiodio è stato utilizzato fin dagli anni '50 per la terapia dell'ipertiroidismo. Una quota significativa dello iodio ingerito si accumula nella tiroide, mentre la parte rimanente viene eliminata nelle urine in pochi giorni. Le radiazioni emesse dal radioiodio distruggono parte o tutte le cellule tiroidee in 10-12 settimane.

I benefìci ed i rischi della terapia con radioiodio sono stati confrontati con quelli di due altri tipi di trattamento: il trattamento chirurgico ed il trattamento farmacologico con tireostatici. Nel suo caso, la terapia con radioiodio è stata valutata il trattamento migliore.

Modalità di esecuzione.

La diagnosi di ipertiroidismo è stata stabilita sulla base del quadro ormonale e clinico. La quantità di iodio captato dalla tiroide è stata misurata mediante un test di captazione, per valutare la corretta quantità di radioiodio da somministrare nel suo caso.

Il radioiodio sarà somministrato per via orale sciolto in acqua o con una capsula.

Nella maggioranza dei casi verrà associata una terapia farmacologica, per favorire la riduzione dei disturbi in attesa che si esplichi il pieno effetto terapeutico del radioiodio.

I successivi controlli ormonali e clinici saranno stabiliti per ogni paziente.

Benefìci e rischi del trattamento.

  1. Il radioiodio è efficace nella terapia dell'ipertiroidismo nella grande maggioranza dei casi. In alcuni casi è necessario somministrare più dosi.
  2. In alcuni casi il radioiodio può distruggere buona parte del tessuto tiroideo, con conseguente ipotiroidismo (insufficiente produzione di ormoni tiroidei). È molto difficile calcolare con esattezza la dose adeguata per distruggere la giusta quantità di tessuto tiroideo. L'ipotiroidismo può insorgere in 3 mesi od anche anni dopo la terapia con radioiodio. L'ipotiroidismo può essere completamente curato assumendo quotidianamente ormoni tiroidei per via orale. Gli ormoni tiroidei devono però essere assunti per tutta la vita.
  3. In rari casi la terapia con radioiodio può provocare un peggioramento dell'ipertiroidismo della durata di alcuni giorni. Tale eventuale peggioramento può essere curato con terapia farmacologica. Gli effetti terapeutici della terapia con radioiodio di solito non si manifestano per 4-5 settimane dopo il trattamento, mentre il pieno effetto della terapia è raggiunto usualmente entro 3 mesi.
  4. In rari casi la tiroide può gonfiarsi e provocare modesto dolore 3 o 4 giorni dopo la terapia con radioiodio. Tale effetto usualmente scompare spontaneamente in alcuni giorni e non comporta rischi. In caso di necessità tale disturbo può essere attenuato con terapia antiinfiammatoria.
  5. Il radioiodio non può essere somministrato a donne in gravidanza o durante l'allattamento. In caso di dubbio circa la possibilità di una gravidanza in atto al momento della somministrazione del radioiodio, il Medico Nucleare dovrà essere avvertito e sarà eseguito un test di gravidanza. È preferibile che trascorra un certo intervallo di tempo (6-12 mesi) tra la somministrazione del radioiodio ed il concepimento ed è necessario che si sia raggiunto un completo equilibrio del quadro ormonale tiroideo prima di iniziare una gravidanza. È quindi opportuno richiedere il parere del Medico Nucleare prima di iniziare una gravidanza.
  6. Studi condotti per alcuni decenni su migliaia di pazienti hanno dimostrato che la terapia con radioiodio è un trattamento sicuro. In particolare non è stato evidenziato un aumento di cancri nei pazienti trattati con radioiodio né malformazioni nei bambini nati da donne trattate con radioiodio.
  7. Nello iodio radioattivo è contenuta una quantità trascurabile di iodio. Anche i pazienti allergici allo iodio possono assumere con sicurezza il radioiodio.

ISTRUZIONI SUL COMPORTAMENTO DA SEGUIRE DAI PAZIENTI

TRATTATI CON TERAPIA A BASE DI IODIO RADIOATTIVO

Lei é stato trattato con iodio radioattivo per curare un problema alla tiroide. La maggior parte dello iodio sarà eliminato con le urine. Tuttavia, per alcune settimane, una parte dello iodio rimarrà nel suo corpo, per cui potrebbe a sua volta irraggiare altre persone che si trovino vicine a lei.

É sua responsabilità proteggere i familiari, gli amici, i colleghi e le altre persone. Le seguenti domande e risposte sono intese ad informarla su alcune semplici precauzioni da porre in atto.

Il suo medico la informerà (se non lo ha già fatto) riguardo al periodo durante il quale dovrà seguire

queste istruzioni.

1. Qual è la precauzione più importante?

Non sedetevi o non rimanete vicino ad altre persone, né a casa, né sul posto di lavoro. Cercate di mantenere una distanza di almeno 1 metro. Per periodi di una certa durata (più di un’ora), mantenete una distanza di 2 metri.

2. Vi sono problemi di contatto con le donne in stato di gravidanza?

Si dovranno ridurre al minimo i contatti con le donne in stato di gravidanza.

Cercate di rimanere ad almeno 2 metri di distanza.

3. Si può concepire un figlio in condizioni di sicurezza?

Una parte dello iodio rimarrà nel vostro corpo per sei mesi. In questo periodo si dovrà evitare (sia per l’uomo che per la donna) di concepire un figlio.

4. Posso comunque vedere i miei figli e assisterli?

Se i vostri figli hanno meno di dieci anni, cercate di evitare i contatti a distanza ravvicinata e quindi non prendeteli in braccio e non carezzateli, se possibile.

Il rischio è più elevato per i bambini che per gli adulti. Siate dunque prudenti ed evitate ogni contatto non strettamente necessario per una settimana in più del periodo raccomandato.

5. Cosa fare con i bambini in tenera età?

I bambini al di sotto dei due anni devono essere assistiti da un’altra persona. Se possibile, fate in modo di affidarli a parenti o ad amici.

6. E’ possibile continuare l’allattamento?

Lo iodio radioattivo continua ad essere presente nel latte materno per un periodo relativamente lungo: ne deriva che è assolutamente necessario evitare l’allattamento.

7. Posso avere contatti ravvicinati con il mio partner o con altre persone in casa?

Ogni contatto ravvicinato, come l’abbraccio o rapporti sessuali, dovrà essere limitato a non più di mezz’ora al giorno. Dovreste dormire in un letto separato, distante almeno 2 metri da quello del vostro partner, anche se vi è una parete divisoria in mezzo. Ciò dipende dal fatto che le pareti di una casa non forniscono una buona protezione da questo tipo di radiazioni.

8. Cosa devo fare se la mia partner è in stato di gravidanza?

In questo caso è importante evitare ogni contatto ravvicinato.

9. Queste precauzioni valgono anche per le persone che hanno più di 60 anni?

Per gli ultrasessantenni, il rischio è di gran lunga inferiore a quello cui sono esposte le altre persone. È quindi meno importante prendere precauzioni speciali.

10. Posso ricevere visite?

Le visite di durata inferiore a due ore non comportano alcun problema. È preferibile mantenere una distanza di circa 2 metri ed evitare quindi i contatti ravvicinati. Sarà opportuno scoraggiare le visite di bambini in tenera età e di donne in stato di gravidanza.

11. Posso andare a lavorare?

La maggior parte dei pazienti può andare a lavorare. Se però, per la natura stessa dell’attività professionale che svolgete, vi trovate a meno di 2 metri dalla stessa o dalle stesse persone per più di due ore al giorno, dovrete chiedere consiglio al vostro medico.

Informate comunque il vostro datore di lavoro.

12. Cosa dovrà fare chi svolge un’attività di puericultura?

Le persone in questione e tutte le altre che si trovano in contatto con bambini durante l’orario di lavoro devono restare a casa. Il medico indicherà il periodo di validità di questa restrizione.

13. Posso andare al cinema o ad altri spettacoli?

È meglio di no. È opportuno evitare di andare al cinema e di partecipare ad altri eventi sociali in cui ci si trova a stretto contatto di altre persone per più di un’ora.

14. Posso servirmi dei trasporti pubblici?

Per una settimana è opportuno limitare l’impiego dei trasporti pubblici a viaggi che non durano più di due ore. I viaggi più lunghi potranno essere intrapresi solo se strettamente necessari. In tale caso cercate di trovare un posto isolato. Chiedete al medico di consigliarvi per viaggi più lunghi.

15. Posso prendere un taxi?

Sedete dietro, dalla parte opposta al guidatore. Non passate più di due ore nello stesso taxi.

16. Posso servirmi della stessa toilette di cui si servono altre persone?

Sì, però si dovrà evitare ogni perdita di urina al di fuori del vaso. Anche gli uomini dovranno quindi urinare seduti. Pulitevi in ogni caso con carta igienica e azionate lo sciacquone. È importante che vi laviate subito le mani, anche se avete solo urinato.

17. Come comportarsi con le posate, le stoviglie, le lenzuola, gli asciugamani, ecc.?

Lo iodio radioattivo esce dal corpo del paziente anche attraverso la saliva e il sudore. Pertanto, le posate, le stoviglie, gli asciugamani, le lenzuola, ecc. non dovranno essere usate anche da altri. Dopo il lavaggio questi articoli sono perfettamente sicuri, e non c’è bisogno di lavarli separatamente.

18. Cosa succede se devo andare in Ospedale?

In caso di ricovero imprevisto, informate il medico che siete stati curati di recente con iodio radioattivo. Questa norma vale anche se siete ricoverati nello stesso ospedale in cui avete ricevuto il trattamento.


Terapia con radiofarmaci alfa-emittenti (Radio-223, Xofigo)

L’U.O. di Medicina Nucleare è uno dei Centri riconosciuti da Regione Lombardia per il trattamento con radiofarmaci alfa emittenti, come il Radio-223 dicloruro. Si tratta di un medicinale radiomimetico (che si lega selettivamente ad una componente dell’osso, l’idrossiapatite, particolarmente rappresentata nelle sedi di metastasi) che emette radiazioni con un’alta energia e che penetrano per un breve raggio d’azione: le radiazioni alfa emesse non comportano particolari rischi per il paziente, né per le persone che lo circondano. Alla dimissione dall’ospedale vengono, comunque impartite dal medico alcune semplici raccomandazioni di comportamento a casa.

È indicato per i pazienti con carcinoma prostatico resistente alla castrazione, con metastasi ossee sintomatiche e in assenza di metastasi viscerali note, previa valutazione da parte di un team multidisciplinare che valuta le condizioni generali del paziente e gli esami biochimici e strumentali effettuati.

E’ il primo radio-farmaco ad azione specifica sul tessuto osseo che, oltre a ritardare le complicanze scheletriche, aumenta la sopravvivenza globale.

In genere il trattemento prevede 6 cicli: la somministrazione di Radio-223 dicloruro avviene ad intervalli di 4 settimane mediante iniezioni endovenose che vengono effettuate in Medicina Nucleare in regime MAC in ambiente protetto e controllato per l’utilizzo di terapie con radiazioni ionizzanti.


Radioembolizzazione epatica con ittrio-90 (Therasphere)

La radioembolizzazione fa parte delle “terapie loco-regionali” per i tumori del fegato. L’effetto della terapia è la necrosi delle cellule neoplastiche.

  • Per via intra-arteriosa attraverso un angiografia epatica vengono infuse microscopiche sfere di vetro (Therasphere) caricate con Y90, con una sostanza radioattiva ”beta-emittente”; l’energia liberata da questo radionuclide nella settimana dopo la sua immissione nel fegato è estremamente alta e produce una radioterapia localizzata a carco del nodulo trattato;
  • L’effetto “radioterapico” in grado di uccidere le cellule tumorali presenti, avviene in un raggio di azione di massimo 0,5 cm, ovvero senza pericolo di irradiazione esterna all’organismo;
  • È priva di una significativa azione embolizzante (ischemizzante) a livello dei vasi arteriosi trattati, anche quelli più sottili; ciò vuol dire che questa procedura può essere applicata anche in casi selezionati di trombosi (coinvolgimento tumorale) completa o parziale della vena porta.

Il trattamento di radioembolizzazione con Y-90 necessita di due ricoveri:

  • Durante il primo ricovero viene eseguita una angioscintigrafia epatica, una vera e propria simulazione del trattamento che avverrà successivamente con Yttrio-90. Tale procedura permetterà di escludere l’eventuale presenza di fattori che controindichino il trattamento vero e proprio e permetterà inoltre di stabilire la quantità di radioattività necessaria. La scelta di tale quantità da somministrare sarà effettuata secondo il principio di ottimizzazione normato dalla legge (art.4 comma 2 del D.L.vo 187/00) sulla base di una personalizzazione della dose. La simulazione dell’angioscintigrafia epatica prevede:
  • Durante il secondo ricovero, che avverrà a distanza di 3-4 settimane dal primo, si esegue il trattamento di radioembolizzazione endo-arteriosa vero e proprio: tale trattamento sarà effettuato con le stesse modalità dell’angioscintigrafia. Subito dopo il trattamento con Y-90 è prevista una breve degenza “protetta” (solitamente per circa 24h) presso l’ U.O. di Chirurgia a scopo di osservazione.
  • Uno studio accurato angiografico dell’anatomia vascolare arteriosa del paziente, limitatamente ai vasi che interessano il fegato e gli organi ad esso vicini;
  • L’eventuale “chiusura” di piccoli rami arteriosi (dentro e fuori dal fegato) responsabili di potenziali “fughe” di sfere in sedi non pertinenti;
  • L’iniezione, nella sede giudicata più idonea per il trattamento di HCC, di un radiofarmaco (99mTc-MAA) che simulerà, in modo del tutto inerte e senza alcun danno per Lei, la futura distribuzione del Y-90 Therasphere una volta iniettato. Questa procedura verrà effettuata in sala angiografica mediante puntura e cateterizzazione dell’arteria femorale all’inguine, quindi nell’arteria epatica, come precedentemente spiegato.
  • Al termine di questa, nel reparto di Medicina Nucleare si esegue una SPECT-CT, esame che fotografa l’effettiva distribuzione del 99mTc-MAA iniettato e conferma o meno la possibilità di procedere con il reale trattamento di radioembolizzazione con Y-90;


Terapia palliativa per il dolore delle metastasi ossee

1. NOTIZIE GENERALI

La terapia radiometabolica con radiofarmaci osteotropi beta emittenti è un efficace presidio antalgico per i pazienti con sindrome dolorosa da metastasi ossee.

Essa si basa sull’utilizzo di radiofarmaci osteotropi che esplicano la loro azione terapeutica sia mediante l’intensa reazione osteoblastica peritumorale che consente di concentrare selettivamente la radioattività, sia attraverso l’emissione di radiazioni beta a elevato potere ionizzante capaci di irradiare per vicinanza la massa neoplastica e di esercitare l’effetto antalgico per riduzione dell’edema, della pressione interstiziale e della produzione di sostanze algogene.

La scintigrafia con samario deve essere preceduta da una scintigrafia ossea.

2. INDICAZIONI

Le indicazioni alla terapia radiometabolica delle metastasi ossee con samario 153-EDTMP vengono valutate dal Medico Nucleare nel corso di una visita medica pre-trattamento. Presa visione della storia anamnestica e accertati i criteri di inclusione, il pz. viene informato sugli scopi, sulle modalità di esecuzione, sugli effetti collaterali della terapia, sulla necessità di contare sulla sua collaborazione per quanto riguarda la compilazione delle schede di valutazione del dolore e sulle norme comportamentali da seguire per limitare l’esposizione dei familiari e di altri individui. Dopo l’informazione e la soddisfazione di ogni eventuale richiesta, il pz. firma il Consenso Informato per la terapia radiometabolica con samario 153-EDTMP (mod. presente nella cartella di medicina nucleare per terapia radiometabolica con samario). Al paziente vengono consegnate le schede di valutazione del dolore, da compilarsi a casa e da consegnare al medico nel corso delle visite programmate.

3. CONTROINDICAZIONI: questo tipo di terapia non può essere effettuata alle pazienti in caso di gravidanza nota. Nel sospetto di gravidanza dovrà essere eseguito un test di gravidanza. La terapia con radiofarmaci osteotropi non può essere effettuata durante l’allattamento.

Infine questo tipo di terapia non può essere eseguito nei pazienti con grave mielodepressione.

4. PREPARAZIONE DEL PAZIENTE

Non è necessario il digiuno.

Esecuzione dell’esame dopo almeno 20 giorni dalla somministrazione di zolendronato.

E’ preferibile una adeguata idratazione dopo la somministrazione del radiofarmaco.

5. SOMMINISTRAZIONE DEI RADIOFARMACI

In giornate separate:

Tc-99m-MDP: iniezione endovenosa della dose individuale in sala-somministrazione a vescica vuota

Sm-153 EDTMP: iniezione endovenosa della dose individuale in sala somministrazione a vescica vuota.

6. ACQUISIZIONE DELLE IMMAGINI

Scintigrafia ossea pre-samario: Acquisizione precoce a 5 minuti; Acquisizione tardiva a 5 ore (vescica vuota).

Scintigrafia con samario: Acquisizione precoce a 10 minuti. Acquisizione tardiva a 24 ore (vescica vuota)


Terapia con anticorpi radio marcati (Zevalin)

Cos’è Zevalin?

Zevalin è un anticorpo monoclonale (IBRITUMOMAB) legato ad un composto radioattivo (Ittrio-90 90Y), che viene usato in combinazione con Rituximab per trattare in modo specifico il Linfoma Non-Hodgkin Follicolare.

In Italia Zevalin è stato registrato dal Ministero della Sanità come farmaco in indicazione per il trattamento dei pazienti affetti da Linfoma Non Hodgkin a cellule B CD 20+, recidivato o refrattario a Rituximab.

Come si presenta?

Si presenta come una soluzione incolore che può essere iniettata nel sangue.

Schema di trattamento

Lo schema di trattamento prevede due sedute in Day Hospital:

Giorno 1 - pre-trattamento: infusione endovenosa di Rituximab presso il Day Hospital di Ematologia, al fine di eliminare le cellule linfomatose circolanti e garantire successivamente che le radiazioni raggiungano in modo specifico i siti di malattia.

Giorno 8 – Dose terapeutica: infusione endovenosa di Rituximab presso il Day Hospital di Ematologia, immediatamente seguita da un’infusione endovenosa di 10 minuti di Zevalin marcato con ittrio-90 presso l’U.O. di Medicina Nucleare.

Come e dove viene somministrato?

Previo ottenimento di consenso informato, il Medico di Medicina Nucleare Le inietterà il farmaco per via endovenosa poco dopo il termine dell’ infusione di Rituximab.

Effetti collaterali

I trattamenti con Ibritumomab e Rituximab possono causare reazioni allergiche che si possono manifestare più frequentemente con i seguenti sintomi: febbre, brivido, mal di testa, prurito, difficoltà respiratorie.

E’ necessario avvisare il personale medico ed infermieristico dell’insorgenza di tali sintomi.

Interazioni con altri medicamenti

Ibritumomab può interferire con Warfarin (per es. Coumadin), clopidogrel (per es.), ticlopidina (per es. Tiklid). E’ necessario comunicare al Medico Ematologo la lista completa dei farmaci assunti in concomitanza con la terapia con Zevalin.

Precauzioni nei rapporti interpersonali dopo terapia con Zevalin

Nonostante dopo la terapia con Zevalin nel suo organismo persista un’attività radioattiva residua, non è necessario stare lontano da familiari, amici colleghi dopo il trattamento.

E’ consigliabile non avere contatti ravvicinati con donne in gravidanza o con bambini nelle 48 ore successive alla terapia con Zevalin

Nella SETTIMANA SUCCESSIVA ALLA TERAPIA CON ZEVALIN E’ IMPORTANTE OSSERVARE ALCUNE FONDAMENTALI PRECAUZIONI:

- urinare seduti, con l’accortezza di pulire da eventuali residui i sanitari dopo l’uso

- lavare accuratamente le mani dopo aver urinato

- utilizzare il profilattico durante i rapporti sessuali

Per ogni ulteriore specifico chiarimento rivolgersi al personale medico dell’U.O. di Medicina Nucleare.

LE DONNE IN GRAVIDANZA O NEL PERIODO DELL’ALLATTAMENTO NON DEVONO SOTTOPORSI A TERAPIA CON ZEVALIN.

E’ necessario UTILIZZARE METODI BARRIERA DI CONTROLLO DELLE NASCITE (la pillola anticoncezionale non è sufficiente!), sia per i pazienti di sesso femminile, sia per le partners di pazienti di sesso maschile DURANTE LA TERAPIA con Zevalin e per i 12 MESI SUCCESSIVI AL TERMINE della stessa.

Poiché la terapia con Zevalin può abbassare le difese immunitarie, è bene evitare frequentazioni con soggetti portatori di infezioni, procedure chirurgiche invasive programmate e vaccinazioni.

Ambulatorio

L’U.O. di Medicina Nucleare coordina l’Ambulatorio Interdivisionale di Endocrinologia.

L’Ambulatorio offre competenza endocrinologica ad elevata specializzazione per la diagnosi e la cura delle malattie endocrinologiche, con particolare riguardo alle malattie della tiroide (ipertiroidismo, ipotiroidismo, tireopatie infiammatorie e autoimmuni, esoftalmo endocrino, noduli e tumori della tiroide).

Il servizio è attivo dal Lunedì al Venerdì presso l’ambulatorio n. 62 degli Ambulatori Chirurgici (area B, I livello) dell’Ospedale di Legnano.

Le visite vengono prenotate sia telefonicamente che direttamente presso la Segreteria dell’U.O. di Medicina Nucleare dell’Ospedale di Legnano (tel. 0331-449311 o 417), in orario di ufficio dal Lunedì al Venerdì.

L’Ambulatorio, attivo da oltre 20 anni, assicura circa 2500 visite endocrinologiche all’anno (di cui circa un terzo eseguite a pazienti con nuova diagnosi).

Ambulatorio per prime visite e controlli

  • al fine di seguire un iter completo diagnostico-terapeutico si offre al paziente una valutazione d’équipe (medici nucleari, internisti, chirurghi, otorini, ecografisti, anatomo-patologi, laboratoristi ed altri specialisti dell’ospedale), in modo da effettuare (anche collegialmente): raccolta anamnestica, visita endocrinologica, esami diagnostici, terapia e follow-up.
  • Esiste un’agenda extra dedicata alla programmazione di visite di pazienti con particolare problematicità (urgenze mediche, gravidanza, urgenze sociali).

Spazi e tecnologia

GLI SPAZI

L'U.O. di Medicina Nucleare è costituita da:

- sala di attesa per i pazienti e gli accompagnatori

- segreteria – accettazione

- 1 sala visite

- 2 sale somministrazione (1 per la diagnostica di Medicina Nucleare e 1 per la PET)

- 3 sale di attesa post somministrazione dei radiofarmaci

- 1 sala per l'esecuzione di tests farmacologici e/o "da sforzo" per le indagini scintigrafiche cardiologiche

- 1 laboratorio per la detenzione, per la marcatura e per il frazionamento computerizzato delle dosi dei radiofarmaci

- 1 laboratorio per il controllo di qualità dei radiofarmaci

- 5 sale per la diagnostica medico-nucleare "in vivo", equipaggiate con 4 gamma-camere, una PET-TC, una sonda per iodio captazione, un ecografo

- 1 bunker protetto per la detenzione dei rifiuti solidi radioattivi

- un sistema computerizzato per il controllo dello smaltimento dei rifiuti liquidi radioattivi

Nei poliambulatori chirurgici è presente:

  • uno studio (stanza nr. 62) per l'esecuzione di visite per le tireopatia e per l’impostazione e il follow up della terapia radiometabolica (ambulatorio interdivisionale che coinvolge anche altri medici endocrinologi, chirurghi, otorini, anatomo-patologi).

Sala d'attesa calda Sala somministrazione radiofarmaci

Sala per le prove ergometriche


LE APPARECCHIATURE

La U.O. di Medicina Nucleare è dotata di:

  • quattro “Gamma-Camere” di cui:
    • una a testa singola,
    • due a doppia testa a geometria variabile
    • una SPECT-CT,
  • una PET-CT (con tecnologia Time-Of-Flight)
  • stazioni multimodali di elaborazione ed archiviazione
  • treadmill per esecuzione di test ergometrici associati alle indagini medico-nucleari cardiologiche
  • una sonda multicanale per iodio captazione
  • due sonde per chirurgia radioguidata
  • strumentazione per esecuzione dei controlli di qualità sui radiofarmaci
  • strumenti di misura per la radioprotezione e la dosimetria
  • sistemi computerizzati di smaltimento dei rifiuti radioattivi.

Gamma camere

Il tomografo PET-CT

Il captatore per dosimetria Monitor mani-piedi-vesti


Celle di manipolazione e frazionatore nel laboratorio di preparazione dei radiofarmaci